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Relazione sull'attività dell'Ufficio per l'anno 2002

Difensore Civico Avv. Vittorio Bottoli.

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Relazione 2002
(file PDF, 3,7 MB)

Introduzione

Nella relazione relativa all’attività svolta dalla difesa civica regionale nell’anno 2001, sono state esaurientemente esaminate le motivazioni – in fatto e in diritto- che giustificano l’affermazione di “unicità” della difesa civica, nel senso che - senza le stesse migliaia di cittadini del Veneto sarebbero privati della possibilità di fare valere i propri diritti o presunti tali.

Obiettivamente è sufficiente porre mente locale alla “praticità” di questa forma di tutela per comprendere come la stessa da sola basti a giustificare l’affermazione testé fatta d’unicità della difesa civica.

Ma, ovviamente, a ciò devono essere aggiunte altre caratteristiche “pregnanti”, quali la tempestività, oggi certificata mediante la certificazione ISO 9001:2000 attestata dalla società RINA e il fatto di agire in via preventiva, quando cioè non ci sia stata ancora lesione del diritto, e in via equitativa, per tutti quegli atteggiamenti della Pubblica Amministrazione non antigiuridici, ma semplicemente tardivi, non trasparenti e quindi non equi.

Pensiamo, pertanto, sia inutile insistere in questa sede su questi temi, materia, oltretutto, di illustrazione avanti al Consiglio Regionale del Veneto nello scorso anno.

Quello che oggi ci preme sottolineare è invece l’impulso- che ci ha veramente impegnato- nel campo della comunicazione ad ogni livello al fine di portare a conoscenza - come per altro espressamente previsto dalla legge istitutiva della difesa civica regionale - al maggior numero di soggetti a livello popolare e istituzionale- tale importante e ormai indispensabile istituzione.

Altro impegno gravoso, ma certamente assai gratificante, è stato quello di sviluppare forme d’aggregazione e di compartecipazione a livello regionale, nazionale e internazionale, per meglio diffondere la rete della difesa civica uniformando criteri e impostazioni organizzative.

Tutto ciò - ovviamente- senza trascurare quella che- in ogni caso è l’attività principale della difesa civica: ricevere il cittadino per ascoltare le sue lagnanze, istruire la pratica con il contatto con la controparte, l’approfondimento delle tematiche tecnico-giuridiche di ogni singolo caso, infine la decisione. Per ultimo non debbono essere trascurate le altre attività collaterali: l’esercizio dei poteri sostitutivi, la partecipazione alle sedute del Comitato di Bioetica, di cui il Difensore civico regionale fa parte di diritto, il controllo di legittimità degli atti, a seguito dell’abolizione del Comitato Regionale di Controllo.




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