Nella relazione relativa all’attività svolta dalla difesa civica regionale
nell’anno 2001, sono state esaurientemente esaminate le motivazioni – in
fatto e in diritto- che giustificano l’affermazione di “unicità” della difesa
civica, nel senso che - senza le stesse migliaia di cittadini del Veneto
sarebbero privati della possibilità di fare valere i propri diritti o presunti tali.
Obiettivamente è sufficiente porre mente locale alla “praticità” di questa
forma di tutela per comprendere come la stessa da sola basti a giustificare
l’affermazione testé fatta d’unicità della difesa civica.
Ma, ovviamente, a ciò devono essere aggiunte altre caratteristiche “pregnanti”, quali la tempestività, oggi certificata mediante la
certificazione ISO 9001:2000 attestata dalla società RINA e il fatto di agire
in via preventiva, quando cioè non ci sia stata ancora lesione del diritto, e in
via equitativa, per tutti quegli atteggiamenti della Pubblica Amministrazione non antigiuridici, ma semplicemente tardivi, non trasparenti e quindi non
equi.
Pensiamo, pertanto, sia inutile insistere in questa sede su questi temi,
materia, oltretutto, di illustrazione avanti al Consiglio Regionale del Veneto
nello scorso anno.
Quello che oggi ci preme sottolineare è invece l’impulso- che ci ha
veramente impegnato- nel campo della comunicazione ad ogni livello al fine
di portare a conoscenza - come per altro espressamente previsto dalla legge
istitutiva della difesa civica regionale - al maggior numero di soggetti a
livello popolare e istituzionale- tale importante e ormai indispensabile
istituzione.
Altro impegno gravoso, ma certamente assai gratificante, è stato quello di
sviluppare forme d’aggregazione e di compartecipazione a livello regionale,
nazionale e internazionale, per meglio diffondere la rete della difesa civica
uniformando criteri e impostazioni organizzative.
Tutto ciò - ovviamente- senza trascurare quella che- in ogni caso è l’attività principale della difesa civica: ricevere il cittadino per ascoltare le sue
lagnanze, istruire la pratica con il contatto con la controparte, l’approfondimento delle tematiche tecnico-giuridiche di ogni singolo caso,
infine la decisione.
Per ultimo non debbono essere trascurate le altre attività collaterali:
l’esercizio dei poteri sostitutivi, la partecipazione alle sedute del Comitato di
Bioetica, di cui il Difensore civico regionale fa parte di diritto, il controllo di
legittimità degli atti, a seguito dell’abolizione del Comitato Regionale di
Controllo.